Di una specie cattiva è un percorso scenico ispirato all’opera della poetessa americana Sylvia Plath e al suo rapporto difficile, controverso, con la maternità. Maternità agognata, rifiutata, disperata, maternità prematura e maledetta. Spostare l’obiettivo dalla falsa ovvietà della "santa madre" legata da un amore incondizionato ai figli, per arrivare alla difficile relazione che una donna si sforza di interpretare, di risolvere, di "contrattare" con il proprio corpo in trasformazione, con la propria vita in dipendenza di un nuovo essere che, una volta nato, cambierà radicalmente la sua vita.