Tourlourou, spettacolo danzato dell’artista italiana (trapiantata in Francia) Carlotta Sagna, è il tour de force di una ballerina-kamikaze. In terra, un bersaglio militare da tiro a segno. Su di esso, una danzatrice classica, il cui tutù ha i colori di una tuta mimetica, che si appresta a vivere l’ultima mezz’ora della sua vita. Un “vero e proprio inno all’interprete, un crescendo tragico che conduce dall’esercitazione militare all’urlo del cuore”, secondo le parole dell’autrice.
Il titolo viene da un nomignolo che nella Prima Guerra Mondiale indicava i soldati francesi originari delle Antille, ma viene usato anche per un tipo di granchio che scava “trincee” e ha la corazza rossa e blu, come le uniformi dei soldati di Francia. Mentre inizia il conto alla rovescia, la ballerina segna il passare del tempo con una serie di gesti, movimenti e impegnativi tendus à la seconde che la trasformano di volta in volta in soldatino meccanico, danzatrice classica, pugile, giocattolo difettoso. Attraverso una combinazione impeccabile di danza, testo, ritmo e humour, lo spettatore-voyeur si ritrova irresistibilmente coinvolto nel meccanismo, come se il conto alla rovescia riguardasse la sua stessa vita.