Un'altra commedia musicale, un altro talent show scolastico? Dimenticate High School Musical e ripensate invece a Fuga dalla scuola media, ma in salsa queer.
Spork è la storia di una outsider tredicenne: come se non bastassero l'ingovernabile cespuglio di capelli e gli occhialoni d'ordinanza a confinarla inesorabilmente nel ruolo della sfigata, a dare il colpo di grazia alle speranze di "normalità" della protagonista è il suo stesso soprannome: spork è infatti la posata creata come ibrido fra cucchiaio (spoon) e forchetta (fork), ma che, dice lei stessa sconsolata, "non funziona bene né come cucchiaio né come forchetta".
Orfana di madre e abbandonata dal padre, vive in una roulotte con il fratello e l'amante di lui, ignorata dal primo e perseguitata dalle visioni della scollatura della seconda. A scuola le cose vanno, se possibile, peggio: a tormentarla sono le voci sulla sua presunta omosessualità e soprattutto una gang di bambine bionde, spietate e irriducibili emule di Britney Spears, che hanno però l'indiscusso merito di mantenere alto il coefficiente camp del film.
Gli unici amici di Spork sono la ragazzina afroamericana vicina di roulotte, un bambino con due padri e un cane impagliato. L'unica cosa che sa fare bene è giocare a Twister. Sarà abbastanza per riscattarsi?