Hubert ha 17 anni e detesta sua madre Chantale. Disprezza il modo in cui si veste, il suo gusto kitsch, la sua personalità, la sua ignoranza. Hubert è gay e ha una relazione con l'intellettuale Antonin, ma Chantale non ne sa nulla. Il difficile rapporto madre-figlio si gioca su meccanismi di colpa e manipolazione, e i tentativi del giovane di riconquistare un legame affettivo con la madre sembrano naufragare ogni volta. Hubert nel frattempo vive le esperienze tipiche - e a volte anomale - del difficile passaggio all'età adulta, tra scoperte artistiche, apertura all'amicizia, sesso, incomprensioni. Il giovane (poco più che ventenne) regista Xavier Dolan interpreta anche il ruolo del protagonista in un film dai risvolti autobiografici, con uno sguardo a volte iperrealistico sui dettagli irritanti del quotidiano racconta la dicotomia dei sentimenti, la nostalgia dell'infanzia e la difficoltà, quando si è adolescenti, di adattarsi ai ruoli che la società ci impone. Nato nel 1989 a Montréal, Xavier Dolan ha esordito da giovanissimo girando spot pubblicitari per una catena farmaceutica. J'ai tué ma mère è il suo primo lungometraggio, che lo vede anche nei panni del produttore, ed è basato su una sceneggiatura da lui scritta a 17 anni. Il film ha vinto tre premi alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes 2009 e nel 2010 ha conquistato il prix Jutra in Quebec come miglior film.