Fi Jerda, al campetto in arabo, è una sfida, quella di dimostrare che è possibile produrre un lungometraggio in digitale, DVcam, con un budget ridottissimo, senza rinunciare non solo alla "trama", ma anche a una certa dose di spettacolarità. Il film non tenta di imitare tecnicamente il cinema in pellicola, ma di sfruttare al massimo le possibilità del digitale a basso costo, che permette di girare molto, di allungare il piano di produzione e le riprese, e constente una fotografia affascinante se in bianco e nero. Per questo abbiamo girato una storia che si svolge durante un intero anno, in un giardino all'aperto con pochi interni e notturni, senza luci aggiuntive, e sempre alla ricerca di immagini attraenti e affascinanti, a volte anche rubate dalla realtà e alla natura. Oltre a questo siamo stati guidati dalla convinzione che il buon cinema sia fatto soprattutto da buoni attori, che debba suscitare emozioni e che non sia necessario annoiare nessuno per descrivere quello che riteniamo l'aspetto più interessante della vita.