Unico film di Mishima come regista, adattando il proprio racconto Riti dell’amore e della morte (Yukoku, letteralmente "Patriottismo"), dove interpreta il ruolo di un tenente che, nel ‘36, per fedeltà all’imperatore, compie seppuku davanti alla propria moglie. L’interesse del film risiede nella messa in scena ieratica ripresa dal teatro Nô. I due protagonisti si muovono in una scenografia bianca e nera, occupata da un kakemono sul quale sono tracciati due caratteri che significano “sincerità assoluta” (shisei). La sola musica proviene da un vecchio 78 giri del Tristano e Isotta di Wagner. Il film si concentra sulla passione che unisce il protagonista alla moglie, sentimento simbolicamente figurato nella scena in cui i due si congedano salutando, centimetro per centimetro, ogni parte dei rispettivi corpi.